Digital Marketing / Venturini

lunedì, novembre 30, 2009

L'ecommerce di Yahoo sbarca sull'iPhone


Yahoo ha lanciato un'applicazine che si integra con Yahoo Shopping, il servizio di comparazione di prezzi del portale. L'applicazione iPhone permette di comprare non solo dal catalogo Yahoo ma anche da quello dei suoi partners (Amazon, Fossil, Target...). e di accedere alle recensioni e ai rating di prodotto...
Si riconferma quello che sostengo da tempo: cambia lo scenario del retail (almeno su certi target evoluti), si riconfigura l'infoshopping, la possibilità di esplorare i prodotti e di comparare i prezzi mentre si è sul punto vendita apre la porta a cambiamenti del marketing e della comunicazione non da poco.

Ecco il video dell'app


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FNAC in vendita?



Il Gruppo PPR (Pinault-Printemps-La Redoute) si accinge, a quanto pare, a mettere in vendita FNAC per concentrarsi maggiormente sul suo core business: il lusso. Da tenere presente che in Francia Fnac.fr è il principale concorrente di Amazon.
Comunque erano almeno 3-4 anni che se ne parlava...

venerdì, novembre 27, 2009

Che Tweeter sei? Te lo dice Nissan

Azione di Geek Marketing Virale di Nissan in Australia per il lancio di Micra usando i Social Network.
Alla base una applicazione ( o meglio un mini sito) in cui possiamo scoprire, grazie ad un "Tweetalyzer" che tipo di tweeter siamo  (e, di conseguenza, di che colore dovremmo comprare la Micra).
Nelle immagini trovate anche il mio risultato: dato che secondo Nissan ho un ego ipertrofico (vero, vero)  e sono equiparato a Paris Hilton, mi sento autorizzato a farlo sapere a tutti :-)

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Serve davvero un pc per vivere nelle nuvole?



Lo spostamento in rete di applicazioni e contenuti ci permette di immaginare nuove tipologie di dispositivi mobili. e nuove forme di vita "in the cloud" .
L’esperienza di Sony e i nuovi scenari di accesso alla Rete dai device più disparati, specialmente in area entertainment.
Questo è il tema del mio articolo pubblicato oggi su Apogeo. Magari può interessare...

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giovedì, novembre 26, 2009

Quanto crescono le donne italiane in Rete...(dati)


Arrivano nuovi dati sull'uso della Rete da parte delle navigatrici italiane - con i risultati della ricerca EIAA su Donne & Web e la conferma che Internet ha sorpassato la TV perlomeno sul target femminile 16-34. E bloggare è l'attività che cresce di più (qui il pdf, qui alcune slides di presentazione) .


Qualche highlight della ricerca Digital Women:


EIAA stima in 20 milioni gli italiani su Internet (un po' meno di quanto dica Nielsen) e di questi ne conta 8,3 milioni come donne (41.5% - contro il 46% rilevato da Nielsen) con una crescita nell’uso di Internet pari al 7% anno su anno. In alcuni casi, il pubblico delle italiane ha percentuali di utilizzo ben al di sopra dell’andamento medio europeo. Per esempio, mentre è del 60% la media di utilizzo fotografata in tutta Europa (sia uomini sia donne) la fascia demografica delle 16-34nni viaggia su una media ben superiore, pari cioè al 76%, affermandosi come la generazione decisamente più geek in Italia.


Le donne italiane registrano un primato, raggiungendo il terzo posto a livello europeo per l’ammontare di tempo trascorso in Rete: 12 ore settimanali online (vs media europea di 11 ore). Il 20%  delle donne nel nostro Paese dichiara inoltre di accedere a Internet anche nei fine settimana, con una crescita decisiva pari al 54% negli ultimi 2 anni. Il 29% è dichiaratamente heavy user, cioè collegata a Internet più di 16 ore a settimana.
Le donne spengono la TV e accendono il pc
Oggi la televisione perde terreno a favore di Internet e le donne in Europa confermano l’incalzare di un trend inarrestabile. Sono poco più di 15 le ore trascorse settimanalmente davanti alla TV, tallonata dall’online con una media europea al femminile di 11 ore abbondanti.  


Anche in questo caso, le 16-34nni italiane contribuiscono ad accelerare i trend nel nostro Paese. Infatti, rispetto a tutte le donne digitali italiane, questo target trascorre il 14% di tempo in meno davanti alla televisione, ma il 13% in più su Internet. 


Il sorpasso della Rete è una realtà: ogni settimana le 16-34nni spendono una media di 13,7 ore settimanali su Internet, contro le 12,5 guardando la TV.

Il 67% delle donne italiane intervistate naviga su banda larga. Parliamo di 5 milioni e mezzo di persone e, più in dettaglio, il 71% delle 16-34nni naviga con una connessione broadband.


Il 45% delle 16-34nni nel nostro Paese ha una connessione wireless.


Le donne italiane ed europee usano il web primariamente per comunicare.
L’email è lo strumento più importante, tanto che l’uso medio delle intervistate coincide esattamente con la media europea: 79%. Stessa coerenza per gli strumenti di instant messaging: 36% in entrambi i casi.
E’ interessante notare che l’attività a più forte aumento nell’universo geek femminile sia bloggare, con 21% di crescita anno su anno.
Il 76% delle intervistate in Italia dichiara che grazie a Internet può gestire le proprie finanze, mantenere il contatto con amici e parenti, accedere a informazioni legate alla salute, prenotare vacanze, scegliere prodotti o servizi più competitivi, prepararsi meglio a eventuali cambiamenti nel proprio stile di vita. 
In particolare, le donne digitali italiane ammettono che l’utilizzo di Internet le faciliti nella gestione di determinati aspetti della propria vita. Ai primi 3 posti troviamo: mantenere il contatto con amici e parenti (68%) accedere a informazioni su salute e benessere (44%) e prenotare viaggi o vacanze (43%).
Se è vero che in generale le donne in Europa visitano volentieri i siti di moda (45%) non è questa la categoria merceologica più cliccata online. Vincono i siti di informazione (55%) i viaggi (50%) e la finanza (48%).   
 
 eShopping in aumento
Il 93% delle donne digitali italiane cerca in Rete prodotti e servizi, il 59% procede anche all’acquisto online. A conferma del ruolo strategico di Internet nelle scelte e nella costruzione delle proprie opinioni, emerge un dato interessante: il 31% delle donne italiane coinvolte nel sondaggio dichiara di cambiare idea sul brand da acquistare al termine di una ricerca online. 

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mercoledì, novembre 25, 2009

La riunione Twitter :-)

Bellissimo video segnalatomi da Mariella Governo.
Come sarebbe la vita se le riunioni aziendali avessero un limite di 140 caratteri?
Un bel pensiero su vincoli e opportunità dei Social Skills :-)

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Ancora su ADV

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, come si dice... ospito volentieri questo contributo di Nuccio Barletta, che me lo aveva inviato come commento ma che credo meriti la dignità di un post.

A lui e a tutti quelli di ADV un grande abbraccio di solidarietà.

LE VITE DEGLI ALTRI

Mi chiamo Nuccio Barletta, sono un giornalista professionista, sono iscritto all’Ordine Professionale dal 7 giugno del 1977. Scrivo, anzi scrivevo, per due testate della Reed Business Italia, il mensile ADV e , ogni martedì, per il quotidiano on line Pubblicità Italia Today, curavo l’allegato Web Marketing Tools. Dico scrivevo, perché come probabilmente già saprete, l’amministratore delegato del gruppo, nel corso di un’intervista, ad un giornale della concorrenza, ha annunciato la chiusura delle testate. Ora, accade sovente, che un’intervista, soprattutto quando è concessa al tramonto di un venerdì di novembre, mese tra i più mesti dell’anno, sotto l’azione di tensioni emotive determinate dalla crisi della raccolta pubblicitaria, perde i suoi connotati giornalistici e assume quelli di un transfert psicoanalitico. L’amministratore delegato della Reed Business, presumibilmente, aveva ‘somatizzato’ , non da ora, ma da tempo, l’ansia legata alla gestione delle riviste, della linea Comunicazione, perché avvertite come estranee rispetto alle tradizioni editoriali della Reed. E pensare che, al tempo della loro acquisizione, la casa editrice di via Richard 1 aveva annunciato la costituzione di un grande ‘polo’ della Comunicazione. Ieri, dunque, grandi progetti e ambiziosi programmi, oggi l’annuncio della disfatta. Ora, per carità, può anche darsi che dietro l’intervista si celi una diabolica strategia. D’altronde, in Italia, i nipotini di Machiavelli costituiscono una genia prolifica. E, al cospetto di una grande strategia, secondo voi ci si può soffermare a pensare agli aspetti umani? Ovvero, ai tanti collaboratori che, in questi anni, hanno portato avanti le riviste, alle risorse che vi hanno dedicato, superando difficoltà di ogni tipo? Ma, suvvia i collaboratori sono ‘strumenti’ – anzi il management della Reed che se ne intende direbbe ‘tools’ fa più fine ed è, diciamolo, più Reed – beni strumentali come la carta e l’inchiostro delle stampanti. Non a caso, quando hanno acquisito ADV, non ci hanno voluto conoscere, nemmeno i curriculum hanno voluto e letto. D’altronde, scusate, voi al ‘toner’ della stampante chiedete il curriculum? I beni strumentali non mangiano, non hanno figli, non pensano ( perché a pensare ci sono loro, quelli della Reed) non hanno sentimenti, non hanno dignità umana e professionale. Insomma, come nella trama di quel bellissimo film, uscito qualche tempo fa, ambientato a Berlino Est, al tempo della Cortina di Ferro: Le vite degli altri, non persone, esseri umani, ma soggetti destinatari di intromissioni dure, implacabili e disumane in ogni attimo della loro vita esistenziale ed affettiva. Poi ci sono altri aspetti, magari economici. Ad esempio, da gennaio, venivamo pagati ogni 60 giorni. E ci è andata bene, perché la proposta era di 90 giorni, come con i fornitori di cancelleria. Un’altra mossa strategica anche questa, finanza aziendale creativa. Non saprei dirvi che fine faranno le riviste ADV e Pubblicità Italia e i loro siti. So per certo che si poteva e si doveva elaborare una strategia integrata e non è stata fatta. L’on line offriva altre possibilità e sono state colpevolmente ignorate. Ma, gli errori della Reed Business sono stati minuziosamente elencati nella sacrosanta nota del Comitato di Redazione, uscita oggi 24 novembre. La mia è un’iniziativa personale, ho portato, spero, una testimonianza di verità e mi auguro di coraggio, perché il vile muore sempre due volte.

Grazie
Nuccio Barletta

martedì, novembre 24, 2009

Siete ancora in tempo per il Master ;-)



Sabato avrò l'onore di aprire il Master IFAF in Digital Marketing & Communication.
Ricordo che le iscrizioni sono aperte e che, cosa secondo me interessante, si possono "acquistare" anche singole lezioni che interessano senza dover necessariamente impegnarsi per l'intero corso di 13 sessioni...

De Agostini sbarca sull'iPhone.



Un altro editore sbarca sulla piattaforma iPhone: si tratta di de Agostini che, all'interno del suo ricchissimo catalogo ha scelto di entrare con le fiabe.
Al momento si tratta di una applicazione interattiva per ascoltare le fiabe, con quattro titoli disponibili.
Riprendo dal lancio stampa:
“Fiabe da ascoltare - spiegano dalla casa editrice novarese -, da vedere e con cui giocare in modo interattivo: ogni storia è infatti raccontata a più voci e accompagnata da musiche e suoni, illustrazioni ed effetti di animazione ideati e realizzati per stimolare l’immaginazione del bambino. Con le audiofiabeDe Agostini si può anche giocare: basta scuotere l’iPhone(funzione “shake”) per scomporre e ricomporre le parole e ascoltare le fiabe visualizzando diverse animazioni”.
L’applicazione “Audiofiabe” è disponibile al prezzo di 2,39 Euro su App Store.
Un commento: sicuramente oggi per un editore è sempre più difficile ignorare le nuove piattaforme digitali e sopratutto i nuovi device, nella speranza che iPhone, ereader etc permettano di riprendere quel controllo sul contenuto che la cultura del "free" del web (dalla difficile monetizzazione per molte aziende) ha messo in crisi - in un momento dove è cruciale fare revenue per mantenere in piedi testate e aziende...

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Chiude ADV, e non solo.

A sorpresa ADVexpress comunica la chiusura di una testata concorrente: ADV, insieme ad altre testate del gruppo Reed come Pubblicità Italia Today.

Al di là del dispiacere personale (da circa 3 anni collaboravo a ADV), il mio pensiero e la mia solidarietà va a tutta la gente che ci lavora, augurando loro tutto il meglio possibile.

La situazione comunque sembra essere un po' incasinata, a giudicare dal comunicato sindacale...

Da notare che Reed ha già operato negli scorsi mesi ristrutturazioni anche sul fronte della formazione, con un ripensamento di LRA.

lunedì, novembre 23, 2009

Il flashmob elfico. E non solo.

Immagino che molti di voi conoscano "Elf Yourself", la ormai notissima campagna social/virale di Office Max, che da qualche anno ci allieta o ci ammorba permettendoci di trasformarci in elfi natalizi attraverso un sito  e di spammare poi amici e conoscenti... Insomma, l'elfo è diventato ormai il simbolo di Office Max. E l'anno scorso ha generato 122 milioni di elfi e 35 milioni di ecards (!) anche se si discute se tutta questa operazione abbia portato un qualche beneficio commerciale (diretto e immediato) al business aziendale...

Forse è per questo che, con una logica diabolica di pay per content, la danza elfica con la nostra faccia può essere anche *scaricata* come file video... ma a pagamento (5$) ;-). L'invio per email o la pubblicazione su Facebook resta ancora gratuito. Ulteriori fonti di revenue dal merchandising (tazze, mousepad etc) personalizzate con la nostra figuraccia elfica.

Per innovare e amplificare, quelli di OfficeMax si sono inventati pure il flashmob degli elfi, a NY.
Qui sotto il video


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Virale Locale (da AdAge)



New entry nella classifica dei virali più visti di AdAge.
"Painfully Honest and Epic Mobile Home Commercial"
Questo è curioso, in quanto "strano" per essere un virale.


E' un commercial per una famiglia che vende case mobili usate in Alabama. Semplice, diretto, tosto.


Nessuno dei classici gimmick pubblicitari virali. Quasi 900.000 visioni. Perfetto esempio del fatto che il viral "accade", spesso in maniera non pianificata.


Sul canale Youtube in cui è contenuto (e dedicato a filmati pubblicitari "locali") trovate anche il backstage.


...In realtà tutta l'operazione - e si capiva dalla qualità del video- è parte di qualcosa di più grande: è in fatti una operazione di Microbilt, azienda di "Risk Management Information" per le piccole e medie aziende.


L'operazione consiste nel lancio del canale www.ilovelocalcommercials.com e di un concorso in cui si possono "nominare" aziende locali che i votanti ritengono meritino di avere una campagna pubbicitaria. A cura di Microbilt, per i prescelti, lo sviluppo e produzione di uno spot. Che se è come questo delle case...:-) 


 

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venerdì, novembre 20, 2009

Un Direct Marketing veramente al limite



Operazione di Direct al limite dell'accettabile.... non fosse per l'esiguità del target (21 persone), per il "prodotto", per le specificità dell'operazione.

In breve: per creare un po' di buzz ma sopratutto mettere in vista negli "ambienti giusti" un premio cinematografico di "corti" de paura (Shocking Shorts Award) la stazione televisiva tedesca 13th Street ha creato un'operazione che, fosse stata diretta a "gente qualunque" non avrebbe mancato di suscitare polemiche pazzesche.

L'operazione però era mirata ad invitare 21 giovani registi di talento alla serata di premiazione. Aquesto scopo, i 21 fortunati si sono visti recapitare a casa un DVD anonimo, con sopra solo la scritta "play me".
Una volta inserito, immaginatevi la sorpresa di vedere che il contenuto erano delle riprese della propria casa, magari di se' stessi che entrando in casa, o passeggiando davanti alle finestre... un vero e proprio appostamento da maniaco, stalker... una roba da film dell'orrore.
Appunto. Solo alla fine del filmato si rivelava l'invito.

Risultato? 18 partecipanti alla serata su 21.

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Il Caos della concorrenza digitale

Forse ha ragione Bob Garfield quando lega il digitale a scenari caotici. E nel caos rischieranno di trovarcisi anche le agenzie di comunicazione digitale, se a fare creatività ci si mettono anche gli editori.

Parlo di questo nel mio articolo odierno su Apogeo ... la concorrenza sui progetti di comunicazione digitale potrà domani arrivare da tutte le parti.

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