Digital Marketing / Venturini

sabato, luglio 11, 2009

Il 14 luglio tutti imbavagliati in Rete

Cito dal sito http://dirittoallarete.ning.com/

"E' ufficiale - Il 14 luglio tutti imbavagliati in Rete (e in piazza Navona a Roma, ore 19) contro il DDL Alfano. INVIATE LE VOSTRE FOTO imbavagliati!!

Il 14 luglio tutti imbavagliati, su You Tube e in piazza. Una protesta fortemente mediatica contro il bavaglio che il DDL Alfano vuole mettere all'informazione e alla Rete. Un gesto forte. Concreto. L'idea funziona così: inviate a Diritto alla Rete una vostro foto imbavagliati (attenzione: bavaglio di stoffa, pezzo di lenzuola, ecc, per essere tutti sincronici!). Noi prepareremo uno slideshow o un video con sottotitoli in inglese. Tutti imbavagliati in Italia, una notizia che rischia di fare il giro del mondo."

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Ma bisogna essere ignoranti e/o imbecilli...


Il fatto che per gli Indù le vacche siano sacre credo sia una delle banalità culturali più diffuse al mondo, lo sanno anche le pietre...

Ma evidentemente non lo sa l'agenzia spagnola che ha fatto questo annuncio per Burger King, nè lo sa il cliente che l'ha approvato.

In effetti usare l'immagine della dea della felicità per pubblicizzare un panino al manzo... (si, anche i manzi sono sacri).

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venerdì, luglio 10, 2009

iPhone: la perfetta piattaforma alcoolica

In molte culture, l'alcool è una parte fondamentale dello "style of life" - specialmente se assunto in grandi quantità.

Ed è anche un mercato di dimensioni impressionanti, che muove cospicui investimenti in comunicazione.

E' quindi normale che anche i "nuovi media" ricevano la loro buona fetta di investimenti di questa categoria - e questo comprende anche l'iPhone, sulla cui piattaforma possiamo trovare numerosi giochi e applicazioni "branded" da marche famose e meno famose di bevande alcooliche (per non parlare delle numerosissime "utility" e giochetti che invece non sono branded e cercano di fare qualche dollaro vendendosi agli ifonari alcool-friendly...).

Interessante il pensiero che, su questo tipo di piattaforma, anche marche locali possono competere con grandi marche dai budget pubblicitari inarrivabili per i piccoli...

Insomma, una forma di comunicazione molto "Geek".

Se a qualcuno interessa, ecco solo alcuni degli esempi che ho scovato...

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mercoledì, luglio 08, 2009

Esterna molto Geek per Amnesty

Un ottimo esempio, quello di Amnesty, di uso "Geek" dei media, con la pensilina che rinosce se stai guardando l'affissione o meno. E da' alla cosa un significato francamente drammatico (il tema è quello della violenza domestica).

Per saperne di più, trovate il mio nuovo post su Geek Advertising - a questo simpatico URL

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l'iPhone con la S fa perdere un sacco di soldi a Google?

Riprendo e sintetizzo un articolo di Advertising Age.

Nella prima settimana di lancio dell'iPhone 3GS, YouTube (posseduto da Google) ha fatto registrare un aumento del 400% negli upload di video.

Ovvero il nuovo iPhone pare essere una formidabile macchina da video... caricare però tanti video in estrema sintesi significa caricare di costi YouTube: per tutto il traffico, la banda occupata, lo spazio server richiesto etc etc

E il problema è che il tipo di video caricati dal telefonino (matrimonio della cugina low quality, il mio cane che dorme, il pupo che fa la sua prima pipì) sono dei contenuti con poco potenziale di generare visioni e quindi revenue pubblicitarie.

YouTube è riuscita a vendere spazi pubblicitari, l'anno scorso, solo per il 9% dei suoi contenuti. Ovvero il 91% dei contenuti che abbiamo caricato è un puro costo che manda in rosso il bilancio di YT.

Ora, si prevede che grazie alla semplicità di realizzare e uploadare video di iPhone (e altri simili apparati), crescerà ancora la già notevole mole di contenuti poco potenti in termini di potenziale di revenue caricati ogni secondo. In un mercato pubblicitario che certo non sostiene investimenti e tariffe iperboliche.

Breve: grazie all'iPhone più costi e meno ricavi? ;-)

L'articolo di Adage lo trovate qui

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Ricerche online e "m'hanno fregato" effect

Messaggio apparso durante la compilazione di un sondaggio di Toluna: "Gentile membro di Toluna, sfortunatamente non rientrate nel target richiesto o il sondaggio è stato chiuso poichè è già stato raggiunto il numero di partecipanti necessari."

Ah, per carità, se sono fuori target... peccato il messaggio sia apparso dopo 10-12 minuti che partecipavo e davo dati.

L'impressione che ne esce è che il sondaggio ti butti fuori a due domande dalla fine per non "pagare" l'utente che compila...;-)

Dato che non è proprio la prima volta che capita, mi sono permesso un ragionamento, applicabile anche ad altre case di ricerca online (anche se l'impressione è che con ToLuna la sindrome "ti succhio informazioni a gratis" sia più diffusa)

Ora, io capisco che la colpa non è proprio di ToLuna (il sondaggio era condotto da un affiliato, PBS se ricordo bene); però tenere una persona a darti valore per parecchio tempo e poi scartarla senza remunerarla non è carino.

Quel che è peggio è che rafforza la sindrome del "sondaggista semi-professionista" - quello che non da' informazioni veritiere ma sceglie le risposte sulla base di un ragionamento: "quali risposte mi permettono di compilare più velocemente il questionario"? e poi "quali risposte possono permettermi di arrivare fino in fondo e non venire scartato"?

Sul tema delle compilazioni rapide ho avuto, quando vivevo in Spagna una brutta esperienza su un cliente internazionale.

Le risposte al questionario online erano incomprensibili, i risultati della ricerca non avevano senso.

Sino a quando non ho avuto l'idea di riportare i risultati di ogni pagina del questionario su un foglio di Excel, con delle crocette. Li' usciva immediato il senso: clic clic, uno a destra, uno a sinistra come uno sciatore sulla pista di uno slalom speciale e il foglio si compila in un baleno...

Sul tema del non dire la verità per cercare di essere più furbo dell'istituto di ricerca, a giudicare da certi discorsi che ho sentito in metropolitana, ci sarebbe da stare attenti.

Del resto, se passa il modello "ti pago / ti do' punti solo se le cose che dici mi piacciono, mi interessano, altrimenti non remunero il tuo sforzo e il tuo tempo/lavoro", ovvio che la tendenza dell'utente sia quella di fregare l'istituto di ricerca prima che lui freghi te...

Insomma, utilisime le ricerche online, ma c'è ancora un po' di strada da fare ;-)



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martedì, luglio 07, 2009

Ambient: in giappone si fa musica coi pneumatici (e si vince un'oro a Cannes)

Non parlo mai o quasi di Giappone.

E sicuramente mai di pneumatici, categoria noiosissima (io in realtà ho lavorato per un paio di marche del settore e qualcosina di divertente l'avevo fatto, da giovane).

A sorpresa proprio una marca di questo settore ha beccato un oro a Cannes, con un'idea di...beh, probabilmente dovremmo chiamarlo "ambient" anche se l'oro l'hanno preso per l'outdoor.

Quelli della Dunlop hanno "zigrinato" un pezzetto di strada Giapponese, nei pressi di Nagano in modo che passandoci sopra con la macchina, venisse suonata una melodia.

Il trucco è stato progettare il tutto in modo che la musica suonasse bene solo a 40 km/h, quindi l'operazione è stata inquadrata come sicurezza stradale e incentivo al turismo; e non solo come bieca pubblicità.

Questo è il sito dell'operazione, in giapponese. Se ci frugate un po' dentro trovate anche qualche filmato che vi da' un'idea della qualità superstereofonica loseless 942-bit della musica ottenuta dalle gomme Dunlop sulla strada zigrinata.

Kudos a Dentsu Razorfish (btw, molti non sanno che il proprietario di Razorfish è un'aziendina di software chiamata Microsoft... anche se da un po' girano rumori che stiano cercando di sbolognarla a qualcun altro per uscire da un mercato che non è il loro... se volete sapere come mai se la sono ritrovata in casa, leggete questo articolo)

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lunedì, luglio 06, 2009

Una realtà aumentata “utile”

Sull'altro blog cui collaboro (geekadvertising.wordpress.com) si parla di Augmented Reality Utile; e di Layar, un browser per cellulari in grado di aggiungere strati di informazioni utili in sovraimpressione alla realtà che stiamo osservando...

beh, insomma, leggetevi il post così capite ;-)

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Possiamo dire che le scimmie battono il vomito...

Ebbene sì, la controversa campagna di lancio UK di Internet Explorer 8 ha causato un bel po' di polemiche - con il suo famoso annuncio del vomito (aprendo il computer di suo marito, una donna vede che egli stava guardando un sito tanto schifoso che inizia a dar di stomaco etc etc), a supporto della feature "private browsing".

Tanto tuonò che piovve, e l'annuncio è stato ritirato.


Per confronto la campagna italiana di lancio (quella di Otto, il gorilla) non solo è made in Italy, nn solo non è una campagna di spot ma è una campagna integrata che fa perno sull'online e il virale; non solo non ha suscitato polemiche... ma dalle informazioni che mi giungono avrebbe fatto segnare risultati molto superiori agli obiettivi...

Quindi occhio alle sindromi da complesso di inferiorità; la creatività itaiana non è così sfigata come vogliono a volte farci pensare...

Ecco il link al filmato incriminato su YouTube
Per vedere l'operazione online italiana di lancio di IE8: ecco il link

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venerdì, luglio 03, 2009

Mountain Dew - sempre più il Soft Drink dei videogiochi?

Mountain Dew, soft drink parecchio caffeinato e parecchio popolare negli States, dopo un passato molto orientato al mondo dello sport e delle performance (ad esempio producendo un film sul mondo dello snowboarding...) , da qualche tempo ha intrapreso una strategia di associazione della marca con il mondo dei videogames.

Ma non dei videogames qualulnque - quelli di culto.

Dopo quindi la versione speciale della bevanda dedicata ad Halo 3, esce adesso la versione speciale "WoW" (World of Warcraft il videogame online con circa 12 milioni di abbonati *paganti* nel mondo).

In allegato, trovate lo spot di lancio (che fa riferimento ai due grandi "partiti" che combattono su WoW, Alleanza e Orda - quando costruite un personaggio dovete decidere da che parte volete stare).

Trovo interessante pensare che se una volta si associavano i soft drinks alla musica, adesso si associano ai videogiochi, ai MMORG... e anche se l'idea creativa dello spot di lancio non mi sembra eccelsa, proverò lo stesso a far carburare i miei personaggi su WoW (primo fra tutti un Prete chiamato Vache Mona) a Mountain Dew.


Piccola nota: che questo virale sia una risposta al ben più ambizioso filmato "Avatar" fatto da Coca Cola qualche tempo fa?

Per approfondimenti e crossriferimenti:
Il più grande gioco del mondo...
Toyota ambienta uno spot in WoW

e anche lo spot per Mountain Dew Halo3 (niente di che, peraltro)


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Augmented Reality: il prossimo flop della pubblicità?

Nuovo pezzo - di tono molto "Geek Advertising" - per Apogeo

Diventata di gran moda, la realtà arricchita di informazioni rischia di imboccare il vicolo cieco della trovata pubblicitaria.

Al contrario avrebbe il potenziale di traghettare il marketing dall’interruzione alla collaborazione di qualità con le persone...

Come forse immaginerete, se cliccate qui andate a leggervi tutto il pezzo sul sito (adesso che ci penso, è una vita che non sento più nessuno pronunciare il termine "hyperlink")

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giovedì, luglio 02, 2009

VW Polo: una comparativa intelligente

Idea semplicissima, chissà quanto è stata facile / diffile l'implementazione...

Sullo scontrino di cassa del distributore di benzina compare un messaggio pubblicitario: "con la benzina che hai messo nella tua macchina avresti potuto percorrere xxx km con una Polo..."

In fondo è una comparativa o un invito alla comparazione tra quello che hai e quello che potresti avere...

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Lost Marketing: Un portafoglio si aggira per gli Stati Uniti (ADV Reprint)

Come già anticipato, sto ripubblicando sul blog i miei articoli pubblicati su ADV. Eccone un altro... (per gentile concessione dell'editore etc etc)

In tutto il mondo, ogni anno, milioni di portafogli vengono involontariamente persi. Ma quanti si smarriscono per colpa della creatività degli uomini di marketing?

Nel Guerilla Marketing, a quanto pare, per vincere bisogna saper perdere.

Non nel senso olimpico del fair play ma proprio nel senso di smarrire artatamente oggetti. Almeno questo pare essere il senso di una serie di operazioni di Guerilla che hanno colpito il pubblico nel profondo. Nel senso dell'avidità. O nel senso del buon samaritanesimo (quest'ultimo ovviamente più diffuso nel pubblico).

Sia come sia, un portafoglio per terra o in un taxi è difficile trattenersi dal raccoglierlo, ed una volta raccolto aprirlo – rendendosi un inerme bersaglio per operazioni di marketing non convenzionale, con le difese completamente abbassate.

Scampa all'inferno e fatti una birra

Difficile dire chi sia stato il primo ad usare questo strumento. Tra le semine più classiche si deve però citare l'iniziativa di Charitycounts.com in cui sotto Natale (1999) 8000 portafogli sono stati “smarriti” nelle strade di New York. All'interno una semplice card, un po' come quelle dei monopoli. Un buono valido per “Get out of hell free”, scampare dall'inferno. In cambio (ovvio) di una donazione, acquisendo meriti ed indulgenze.

Meno generosa l'iniziativa messa in pista da Carlsberg nel 2005, mirata a diffondere informazione sul proprio prestigioso prodotto attraverso la disseminazione degli artefatti in librerie, bar, entri commerciali nelle zone di Chicago, Boston, Las Vegas, New York, San Francisco e Philadelphia. All'interno del portafoglio, un passaporto. Ma al posto dei dati dello sventurato possessore, 12 pagine di informazioni sul prestigioso prodotto delle birreria danese (che ha dato il proprio nome anche al Saccharomyces carlsbergensi, lo speciale lievito che rende la loro birra così buona). Incluedendo anche istruzioni su come chiedere una Carlsberg e brindare in oltre 30 lingue diverse.

Il tema del falso documento di identità, altamente impattante (almeno in assenza di significative somme di contanti all'interno del portafoglio) è stato ripreso in Svezia. Le strade di Stoccolma, Malmo e Gothenburg sono state disseminate di portafogli contenenti una falsa carta d'identità del celebre (per gli svedesi) attore Niklas Andersson. Il tutto, per promuovere il lancio del film “Du och Jag".

La sinergia tra il soldo e il portasoldo

Anche le banche non hanno esitato a servirsi di questo mezzo, per altro affine alla materia prima trattata, in una relazione contenitore/contenuto. Così Washington Mutual ha deliberatamente abbandonato 15.000 portafogli a Chicago, con un voucher (del valore fino a 50 dollari) stimolante le “vittime” a recarsi per aprire un conto presso questa banca poco convenzionale che ha peraltro investito in numerose altre azioni di Guerilla per il proprio lancio sul mercato.

D’altra parte il rapporto soldi/portafoglio è intuitivo e non sorprende che altri lo abbiano intuito e utilizzato. Un “bravi” quindi anche a quelli della rivista economica brasiliana Estadao, che ha sparso per strade e panchine portafogli contenenti il messaggio "Hai trovato un portafoglio, adesso trova il modo di riempirlo di soldi" (leggendo la rivista…) .

Ultimamente, almeno per variare un po', si sono iniziati a perdere anche mazzi di chiavi, come nel caso della Nissan Altima. Al costo di 100.000 dollari e con lo scopo di raggiungere un target giovane difficle da colpire con mezzi tradizionali, quelli di Nissan US si sono persi 20,000 mazzi in bar e locali pubblici. Il messaggio era contenuto in un portachiavi, che invitava chi trovasse le chiavi a tenersele. Tanto la Altima si avvia senza chiavi (nel senso che ha un sistema tecnologico avanzato, non che è facile fregarsela con una forcina da capelli…). Il link tra il Guerilla e la registrazione/profilazione del cliente avveniva poi invitando a visitare il sito dell’operazione (www.altimakeys.com) e a partecipare ad iniziative promozionali con i soliti premi e sconti in palio.

Oggi il portafoglio, domani…?

La rapida diffusione di questa tecnica rischia di renderla meno efficiente (ma di fronte ad un portafoglio smarrito, la tentazione affiora sempre). Più preoccupante è immaginarne le possibili estensioni.

Già si parla di smarrire telefoni cellulari (o forse televisori?) per mettere in mano al target un media personalizzato che attiri e focalizzi l’attenzione e che possa diffondere messaggi promozionali che buchino il disinteresse.

A tendere si teme un estrapolazione verso lo smarrimento di frigoriferi, lavatrici, cani, bambini o rompighiaccio per le strade delle nostre città, in una spirale inflazionistica tesa a raggiungere l’attenzione sempre più elusiva dei nostri target. Con il rischio a lungo termine che le autorità cittadine pongano stretti limiti al Guerilla Marketing (cosa già avvenuta negli US) anche solo per ragioni di impatto ambientale…

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